il contrappeso

ultimamente mi trovo a chiedere ad alexa di ascoltare i depeche mode. lancio la richiesta come un lazo o un incantesimo, con noncuranza, mentre attraverso la sala con una bacinella piena di panni o metto la pentola sul fuoco. 
sono subito negli anni novanta. mi trovo nella stanza di julia durante lo scambio classi a worms e penso a una cotta lontana. poi c’è la mia compagna di banco, il nostro rigore, il bisogno di decodificare gli altri. il mio abito per il diciottesimo, lo scialle nero. gli album edizione speciale, i programmi per seguire il tour in italia, beati voi che i vostri genitori vi lasciano andare, io non provo nemmeno a chiedere.
i depeche mode sono abisso e sensualità, riscatto e condanna. sono finitudine e infinito, spirito e viscere.
ma dov’ero, io, nei depeche mode? mi sono chiesta in questi giorni. perché li sto ascoltando? dove sono, nei depeche mode?

non ci sono. non ci sono mai stata.

c’è il resto del mondo, invece. quello che è consapevole di sè, efficace, sicuro, appassionato. forte nei sentimenti e nel corpo, padrone dei suoi desideri. 

nei depeche mode mi consolavo perché uscivo da me stessa.

ho chiesto allora ad alexa di darmi gli aerosmith. e ho ricordato.

gli aerosmith mi restituiscono ai miei diciassette anni. a una me sgraziata, piena di graffi, che avrebbe voluto a sua volta costantemente graffiare. una ragazza troppo stretta e inconsapevole, ma rispettosa; irrequieta ma comprensiva. il senso di giustizia può essere autodistruttivo, in un’adolescente.

io ascolto gli aerosmith e gli sono grata perché gridano tanto e lo fanno al posto mio. si scompongono, creano caos, disordine. mi fanno da contrappeso. mi sollevano dall’incombenza di essere sempre equilibrata, di dover essere anche il mio opposto. mi permettono di restare fedele a me stessa.

perché se c’è già, qualcuno che rompe, io posso aggiustare; se qualcuno spreca, io posso salvare. se qualcuno incide, io posso guarire. 

I’ve been so lost I must confess
I’ve had my share of loneliness
But yeah it’s hard to keep a good man down
The loves you lost were all in vain
The past lives on inside your brain
I don’t think you need those memories
Hangin’ ‘round, yeah

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Informazioni su Cristina Mosca

scrivo, amo, vivo
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