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	<title>Exit</title>
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	<description>il blog di cristina mosca</description>
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		<title>tutto passa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 21:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[penso cose]]></category>

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		<description><![CDATA[nel tempo che scorre normale agli occhi degli altri m&#8217;ingolfi i minuti adescando parole. il sussiego profondo mentre sfogli le ore mi spoglia d&#8217;arpeggi che non so raccontare e mentre mi batte la testa e mi batte forte il tuo &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2012/02/22/tutto-passa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nel tempo che scorre normale agli occhi degli altri<br />
m&#8217;ingolfi i minuti adescando parole.<br />
il sussiego profondo mentre sfogli le ore<br />
mi spoglia d&#8217;arpeggi che non so raccontare<br />
e mentre mi batte la testa e mi batte forte il tuo cuore<br />
svaporano i palpiti che non sanno aspettare.<br />
tu m&#8217;ingolfi il mio tempo<br />
per poi sbloccarlo di colpo in volo<br />
e mi lasci affannata<br />
nell&#8217;eco di un assolo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>quella famosa nevicata</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 19:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne tu du du]]></category>
		<category><![CDATA[penso cose]]></category>
		<category><![CDATA[neveabruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[nevicata del 1956]]></category>
		<category><![CDATA[nevicata del 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nonne]]></category>

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		<description><![CDATA[mia nonna questa neve la riconosce e non si stupisce. non vede la stessa neve che vediamo noi: le guarda attraverso. <a href="http://www.cristinamosca.it/2012/02/11/quella-famosa-nevicata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ho telefonato a mia nonna e l&#8217;ho trovata afflitta. la neve le impedisce di scendere a dare da mangiare alle galline e lei è triste. in più questo tempo le ricorda quando &#8220;anche l&#8217;altra volta ha nevicato così tanto&#8221; e suo figlio, ossia mio padre, che aveva cinque anni, stava non ho capito da quale parente, e la secondogenita non aveva nemmeno due anni, e soprattutto sua madre era a roma perchè suo padre si era ammalato da poco e stavano sostenendo le prime cure. sarebbe morto di lì ad un anno.<br />
<span id="more-1276"></span> mentre la ascolto annaspare tra ricordi e ricostruzioni cronostoriche, mi accorgo che sono dieci giorni che si parla della famosa nevicata del &#8217;56 ma si parla di meno dei ricordi individuali che porta con sè: delle silhouette stampate sui tetti innevati con gli occhi in bianco e nero di chi questa nevicata l&#8217;ha già patita.</p>
<p style="text-align: justify;">mia nonna questa neve la riconosce e non si stupisce. non vede la stessa neve che vediamo noi: le guarda attraverso.</p>
<p style="text-align: justify;">mia nonna imprime sui cumuli di neve un tempo in cui i suoi genitori erano ancora vivi, ogni sera si coricava con suo marito, due bambini riempivano di grida la piccola casa, la ripresa dopo la guerra era incominciata e tutti erano ottimisti e pieni di fiducia.</p>
<p style="text-align: justify;">nella mia famosa nevicata del &#8217;12 ho fatto provviste a sufficienza, perchè le previsioni del tempo ci hanno annunciato l&#8217;arrivo di <em>the day after tomorrow</em> una settimana prima.<br />
una prima volta mi sono lasciata condizionare e per paura di trovare l&#8217;aeroporto chiuso al ritorno non sono partita per identità golose nella prima edizione in cui hanno proclamato cuoco dell&#8217;anno un abruzzese. una seconda volta mi sono lasciata educare e ho cucinato tanto da averne abbastanza per giorni e giorni e giorni. nella mia nevicata del &#8217;12 sono stata in casa per una settimana di seguito e sono uscita solo per andare al pranzo domenicale dai suoceri e al supermercato, e qui ho avuto un lieve capogiro per via di tutto il tempo che ho trascorso tra le quattro mura di casa.<br />
nella mia nevicata del &#8217;12 sono scesa in strada insieme a mio marito e ho ripercorso i percorsi soliti, temporaneamente vestiti di un aspetto nuovo, colori non richiesti, avventure a zig-zag cercando di non scivolare. nella mia nevicata del &#8217;12 non faccio fatica perchè stringo nelle mani tutto quello di cui ho bisogno, e perchè covo un sogno anzi forse due oppure tre o quattro, quest&#8217;anno si vedrà, e le mie dita cercano di stare dietro a tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150584007129099.405438.709684098&amp;type=3&amp;l=a330ee5564" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1280" title="DSC04564" src="http://www.cristinamosca.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC04564-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>acquaneve</title>
		<link>http://www.cristinamosca.it/2012/02/03/acquaneve/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne tu du du]]></category>
		<category><![CDATA[penso cose]]></category>

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		<description><![CDATA[acquaneve i versi che mi scendono sopra da lontano. è il suono di un mondo che desidera avvicinarsi piano. cantare di un canto profondo, di quelli cantati col fondo di gola, un sonetto improvviso che volasse sui sensi senza alcuna &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2012/02/03/acquaneve/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>acquaneve i versi che mi scendono sopra da lontano.<br />
è il suono di un mondo che desidera avvicinarsi piano.<br />
cantare di un canto profondo, di quelli cantati col fondo di gola,<br />
un sonetto improvviso<br />
che volasse sui sensi senza alcuna precauzione.<br />
procedere di passo deciso,<br />
tastare la pelle, annusare affezione un po&#8217; frivola,<br />
se non fossi poi certa<br />
che l&#8217;acquaneve una volta a terra congela,<br />
e sul terreno col ghiaccio si scivola. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>quei giorni</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne tu du du]]></category>
		<category><![CDATA[leggo libri, ascolto canzoni, vivo film]]></category>
		<category><![CDATA[ti ricordi quei giorni]]></category>

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		<description><![CDATA[io non credo davvero che quel tempo ritorni ma ricordo quei giorni, ma ricordo quei giorni, ma ricordo quei giorni ma ricordo&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/lrX_WTBBFa8" frameborder="0" width="640" height="480"></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><em>io non credo davvero che quel tempo ritorni ma<br />
ricordo quei giorni, ma<br />
ricordo quei giorni, ma<br />
ricordo quei giorni<br />
ma ricordo&#8230;</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>le 10 cose che ho imparato nel 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 10:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[penso cose]]></category>
		<category><![CDATA[10cosechehoimparato]]></category>
		<category><![CDATA[il mio 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[1. grazie ai consigli di ci_polla, nel 2011 ho imparato ad usare twitter . questo mi ha permesso di individuare un nuovo trend che è la segnalazione delle #10cosechehoimparatonel2011. mi piace l&#8217;idea ed ora rifletto sulle altre 9. 2. il &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2012/01/06/le-10-cose-che-ho-imparato-nel-2011/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">1. grazie ai consigli di <a href="http://www.paolasucato.it/" target="_blank">ci_polla</a>, nel 2011 ho imparato ad usare <a href="http://www.twitter.com/cristina138" target="_blank">twitter </a>. questo mi ha permesso di individuare un nuovo trend che è la segnalazione delle #10cosechehoimparatonel2011. mi piace l&#8217;idea ed ora rifletto sulle altre 9.<br />
2. il valore delle persone è tutto quello che dobbiamo proteggere dalla nostra fretta quotidiana.<br />
3. amare e scrivere è tutto quello di cui mi importa.<br />
4. come dice la mia cognatamica marianna, l&#8217;amicizia è come l&#8217;amore: sempre chiede perchè sempre dà.<br />
5. ci si arricchisce veramente solo quando si ascolta con la pelle.<br />
6. quello che si dà, si ha indietro. il bene ritorna, il male ritorna.<br />
7. quando non si è soli, tutto è possibile.<br />
8. di contro, tutti noi abbiamo dei limiti: questi vanno sondati, riconosciuti e poi rispettati.<br />
9. come dice il mio amico <a href="http://www.noam.it/aboutlife/" target="_blank">noam arp</a>, il passato è una trappola che va smontata.<br />
10. &#8220;siate il meglio di qualsiasi cosa siate&#8221; (martin luther king)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>friendship is like a glass</title>
		<link>http://www.cristinamosca.it/2011/12/31/friendship-is-like-a-glass/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 11:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne tu du du]]></category>

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		<description><![CDATA[rainbow pastels]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cristinamosca.it/wp-content/uploads/2011/12/friendship.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1262" title="friendship" src="http://www.cristinamosca.it/wp-content/uploads/2011/12/friendship.jpg" alt="" width="500" height="379" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="https://www.facebook.com/Rainbow.Pastels.Originale?sk=app_4949752878#!/Rainbow.Pastels.Originale?sk=info" target="_blank">rainbow pastels</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>preservare</title>
		<link>http://www.cristinamosca.it/2011/12/30/preservare/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 20:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[penso cose]]></category>

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		<description><![CDATA[a santo stefano uno dei miei cugini, lasciando la tavolata, mi ha salutato con un bacio sulla testa. una mia coetanea vuole cambiare il modo di lavorare degli enti pubblici e non riesce a dormire perchè deve decidere come farlo. &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2011/12/30/preservare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">a santo stefano uno dei miei cugini, lasciando la tavolata, mi ha salutato con un bacio sulla testa.<br />
una mia coetanea vuole cambiare il modo di lavorare degli enti pubblici e non riesce a dormire perchè deve decidere come farlo.<br />
un uomo mi ha raccontato come abbia sentito il dovere civile di raccogliere le cervella di suo figlio dall&#8217;asfalto.<br />
il destino svela tutto il suo senso dell&#8217;orrido quando prende la vita di una donna che prepara da mangiare per suo marito immobilizzato a letto, e costringe quest&#8217;ultimo a sentirla gridare aiuto senza poter fare niente.</p>
<p style="text-align: justify;">poi arriva natale e con il natale arrivano anche i film di natale, mandati in tv per tenere buoni i bambini mentre i grandi giocano a carte. io guardo la sirenetta e mi rivedo le scene sulle figurine che ho collezionato quando avevo dieci anni; mi ricordo anche quali mi uscivano sempre e quali invece erano più rare. poi riconosco l&#8217;inizio di mary poppins e mi ipnotizzo. torno a sprofondarmi bambina nella poltrona di pelle dello studio di papà, ad imparare a memoria canzoni, versi e smorfie.<br />
il mio mondo era fatto di sfumature di colori e di storie rassicuranti, il mio problema più grande era imparare a metterle in ordine. nulla finiva se non il tempo di giocare o di mangiare biscotti. nulla era più crudele del lupo che minacciava cappuccetto rosso, o più pauroso del buio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>a gleam of eternity (questa non è una recensione)</title>
		<link>http://www.cristinamosca.it/2011/11/21/a-gleam-of-eternity-questa-non-e-una-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 16:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[leggo libri, ascolto canzoni, vivo film]]></category>
		<category><![CDATA[penso cose]]></category>
		<category><![CDATA[baccini canta tenco]]></category>
		<category><![CDATA[non recensione baccini]]></category>

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		<description><![CDATA[sono stata al concerto che francesco baccini sta portando in giro per l&#8217;italia. &#8220;baccini canta tenco &#8211; porto a spasso luigi nei teatri&#8221;. ma questa non è una recensione. è il racconto ad occhi sbarrati di un&#8217;esperienza da cui ancora &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2011/11/21/a-gleam-of-eternity-questa-non-e-una-recensione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">sono stata al concerto che francesco baccini sta portando in giro per l&#8217;italia. &#8220;baccini canta tenco &#8211; porto a spasso luigi nei teatri&#8221;.<br />
ma questa non è una recensione. è il racconto ad occhi sbarrati di un&#8217;esperienza da cui ancora non mi riprendo.<br />
<span id="more-1249"></span><br />
ogni artista ha in sè il desiderio di immortalità. chi parla, scrive, dipinge o suona lo fa sempre perchè vuole essere ascoltato: perchè si sveglia l&#8217;esigenza, a volte l&#8217;urgenza, di dire qualcosa, e di fare in modo che quello che si dice sopravviva a se stessi. è questa, la consacrazione di un artista: essere ricordato, lasciare un segno. rimanere.<br />
lo si fa attraverso i figli, lo si fa attraverso le opere.<br />
immaginate di avere un&#8217;eredità da lasciare. di formulare un pensiero che vi appartiene, di dargli sostanza e suoni che gli si adattano. immaginate di trovare il vestito giusto ad un&#8217;idea che avete formulato, e di avere un&#8217;occasione sacra per farla conoscere e per farvi rappresentare da lei. immaginate di avere qualcosa da dire e di sapere perfettamente come dirla.<br />
immaginate di sentirvi dire: va bene la forma, ma non va bene quello che dici.<br />
come dire: non sederti tu, lasciaci solo i tuoi vestiti.<br />
immaginate di piegarvi al gioco. con quale sentimento?</p>
<p style="text-align: justify;">questo accade più spesso di quello che crediamo, e sempre sotto false sembianze. accade tanto la mattina davanti l&#8217;armadio, quando scegliamo il colore dei pantaloni che indosseremo, quanto di fronte al sogno nel cassetto che diventa realtà, il grande romanzo della nostra vita. tutto deve adattarsi a qualcosa di riconoscibile, perchè non ci viene insegnato quasi più a guardare al di là delle apparenze, bensì addirittura a fidarci solo di loro. non a sforzarci per comprendere il prezzo delle fatiche altrui, bensì a selezionare ciò che è familiare, perchè è rassicurante. non è più il prodotto a venire scelto, è lui a scegliere noi.</p>
<p style="text-align: justify;">ecco perchè quello a cui ho assistito sabato 19 novembre al teatro massimo di pescara è stato un piccolo miracolo. un passaggio emozionante e inaspettato di storia della musica, quasi un lavoro di filologia &#8211; o archeologia, oserei chiamarla &#8211; nei meandri della testa e del cuore di un artista che non c&#8217;è più. di un cantante che non ha più voce.</p>
<p style="text-align: justify;">francesco baccini porta in vita luigi tenco e rende giustizia ad una carriera finita troppo presto. magari tenco non si sarebbe mai piegato al sistema e oggi avrebbe fatto il tassista, come mirko dei beehive. magari non sarebbe sopravvissuto a woodstock, o sarebbe stato soffocato da una carriera fulminante. magari oggi ascolteremmo l&#8217;ultimo concerto di de andrè-tenco, anzichè di de andrè-pfm. non lo sapremo mai. quello che sappiamo oggi, invece, grazie a questo lavoro meraviglioso di baccini, è che &#8220;ciao amore ciao&#8221; non è stata scritta come tutti la conosciamo e non è stata concepita, come tutti fantastichiamo, come addio simbolico perchè avesse già in mente di suicidarsi eccetera eccetera. &#8220;ciao amore ciao&#8221; era nata dall&#8217;immagine di soldati, partigiani forse, che vanno a combattere, cantando il ritornello un po&#8217; in saluto alle loro amate un po&#8217; sulla falsariga di &#8220;ciao bella ciao&#8221;. la versione originale di &#8220;ciao amore ciao&#8221; era una canzone sulla guerra, non una canzone sull&#8217;amore. ma in una rassegna nazionalpopolare come sanremo non si poteva parlare di guerra, si doveva parlare d&#8217;amore.<br />
questo sarà il singolo del cd che esce alla fine di novembre, e che io comprerò, perchè non mi stancherò mai di voler conoscere la verità delle cose.</p>
<p style="text-align: justify;">non so se lo spirito irrequieto di luigi tenco approvi o no questo che sta accadendo. infesta i concerti inviperito perchè quella è roba sua e non si deve toccare, oppure li favorisce perchè grato a questo progetto? ad ogni modo, questo è certo un modo per tenerlo sveglio.</p>
<p>io penso che quello che baccini ha fatto restituisce a chi scrive, suona, canta, la speranza che una giustizia artistica possa esistere, e che un barlume di eternità possa spettare a tutti quelli che lo meritano.</p>
<p><object width="480" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LPKSubavxtE?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="480" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/LPKSubavxtE?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>dei pugni chiusi</title>
		<link>http://www.cristinamosca.it/2011/10/19/dei-pugni-chiusi/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 21:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[penso cose]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[delusione]]></category>
		<category><![CDATA[pope]]></category>

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		<description><![CDATA[avevo imparato che chi non si aspetta niente non rimane mai deluso. me lo aveva insegnato una citazione di pope, e io credevo di averlo imparato. oggi questa certezza si squassa invece di fronte ad un&#8217;altra certezza: che non è &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2011/10/19/dei-pugni-chiusi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">avevo imparato che chi non si aspetta niente non rimane mai deluso. me lo aveva insegnato una citazione di pope, e io credevo di averlo imparato. oggi questa certezza si squassa invece di fronte ad un&#8217;altra certezza: che non è vero, non l&#8217;ho imparato affatto.<br />
sono felice perchè non mi aspetto nulla da nessuno, perciò quando mi viene donato con sincerità tempo, un sorriso, spontaneità, gioia, anche malumore, perchè no, anche il malumore mi prendo volentieri, ecco, per me è un dono che non ho chiesto, non ho programmato, e che perciò mi arricchisce e mi rende felice.<br />
io sono così. riesco ad esserlo sempre.<br />
con una sola eccezione.<br />
<span id="more-1222"></span><br />
non sono un&#8217;integralista. non vedo le cose o bianche o nere. ci sono troppi colori nel mondo per ignorarli senza essere ciechi.<br />
per questo prevedere un&#8217;eccezione &#8211; una sola, unica eccezione &#8211; sconvolge me e i principi che mi sono imposta.<br />
conoscere la delusione da un&#8217;eccezione lascia la bocca amara.</p>
<p style="text-align: justify;">non si dovrebbe puntare ingenti somme sempre sullo stesso numero, sperando che prima o poi esca. la vincita non sempre restituisce quanto perso.</p>
<p style="text-align: justify;">sono stata molto tempo ai piedi di un tavolo, godendo delle molliche di tempo che mi venivano offerte. ero felice di queste molliche, ero felice di farle durare il più a lungo possibile, perchè le amavo e doverle aspettare non mi pesava, perchè sapevo che quando le avrei avute sarebbe stato meraviglioso.<br />
ho sempre ritenuto la volpe del piccolo principe una stupida: perchè chiedere un orario, col rischio di non vederlo rispettato? e se poi l&#8217;amico per un imprevisto non si presentasse? ha idea la volpe del piccolo principe che dolore lancinante sia affrontare una profondissima delusione?<br />
ho sempre associato le aspettative a quanto di più limitante, opprimente, buio e fetido potessi immaginare. le ho sempre considerate un ostacolo alla felicità. “beato l&#8217;uomo che non aspetta niente, perchè non resterà mai deluso”: così diceva pope.<br />
è questo il segreto del mio benessere: non ho mai preso più di quanto mi si potesse dare. ho sempre ritenuto che, quando si vuole bene ad una persona, non le si debba chiedere niente. che tutto debba basarsi sulla fiducia, sulla verità, sulla spontaneità, sulla gioia. non ho mai preteso di vedere soddisfatto un mio bisogno il momento stesso in cui ne sentissi la necessità. ho sempre aspettato di capitare su quel punto fortunato in cui io tangente potessi incontrare il tanto desiderato cerchio. ho sempre dato un grande valore all&#8217;attesa. è la chiave dei piaceri più alti.</p>
<p>poi è successa una cosa: ho cominciato a <em>chiedere</em>.<br />
nel momento stesso in cui ho chiesto, ho realizzato di nutrire un&#8217;aspettativa.<br />
quella di essere <em>capita</em>.<br />
io, una volta tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">la cordicella dell&#8217;attesa si era sfilacciata, consunta, sformata. ho conosciuto i segni dell&#8217;impazienza. mi sono vista intollerante. mi sono guardata gesticolare e usare tutte quelle parole che le persone usano con quelli di cui si fidano, ma non con quelli a cui sono realmente rivolte. mi sono ascoltata dare spiegazioni più e più volte, ma solo a me stessa. ho tratto delle conclusioni rinunciando a porre di nuovo domande già formulate, temendo di dover ascoltare risposte già sentite.<br />
ho smesso di giustificare, e per una volta ho scelto di guardare il mondo con una sola lente colorata, quella che mi calzava meglio. come fa la maggior parte delle persone.</p>
<p>questo non mi ha resa felice.</p>
<p style="text-align: justify;">eppure continuo ad avere pretese. pretendo che si tenga alta la guardia, pretendo che non ci si abbatta, pretendo che si renda giustizia a quello che non si vede. pretendo tempo, pretendo obiettività, pretendo disciplina; e pretendo allo stesso tempo delicatezza, poesia, buonsenso. pretendo temperanza, pretendo rispetto. pretendo che si smetta di navigare a vista.<br />
pretendo di essere libera di assecondare uno stile mio di vita senza trovarmi un dito puntato contro. pretendo coraggio, pretendo perseveranza, pretendo di non piangere.<br />
la cosa più difficile da accettare mentre metabolizzo questa nuova, misteriosa fase della mia vita, è che questa ignota, imponderabile fase della mia vita è, probabilmente, solo da accettare.</p>
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		<title>sta per piovere</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 16:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[penso cose]]></category>

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		<description><![CDATA[mentre respiro l&#8217;odore di pioggia portato dal vento del nord, l&#8217;elettricità schiaffeggia i neuroni e li rende estremamente intolleranti. oggi odio la fretta delle parole, con cui si ha ansia di dare nomi a cose che non si conoscono affatto; &#8230; <a href="http://www.cristinamosca.it/2011/09/18/sta-per-piovere/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">mentre respiro l&#8217;odore di pioggia portato dal vento del nord, l&#8217;elettricità schiaffeggia i neuroni e li rende estremamente intolleranti. oggi odio la fretta delle parole, con cui si ha ansia di dare nomi a cose che non si conoscono affatto; odio i personalismi, odio quando si ha più premura di dire &#8220;<em>io</em> ho fatto questo&#8221; invece di &#8220;io ho fatto <em>questo</em>&#8220;; odio il grossolano modo con cui tutti possono potenzialmente fare tutto, i grafici i giornalisti i fotografi i cuochi gli scrittori; odio chi vorresti sentire vicino e invece non interagisce, chi fa il muro di gomma e ti lascia un senso di sordità addosso, chi fa finta di ascoltare e poi in realtà ti ha solo sentito. odio chi ha bisogno di stare solo, o chi ama per compartimenti stagni e si dedica ad una cosa sola per volta, e mentre stai fiduciosamente in disparte aspettando che si ricordi anche di te ad un certo punto ti chiedi: ma di quello di cui ho bisogno io, a qualcuno importa?</p>
<p style="text-align: right;"> <em>io non ti credo più. ti ho creduto quando hai parlato di ricordi che vanno al di là del tempo, e di libri che raccontavano storie scritte per noi, e di aurore sognate a segnare una vita diversa. <span id="more-1204"></span> quando mi parlavi di bolle e di aria, di coincidenze e di stelle, e ti ho creduto quando mi hai parlato del sempre. ora non ti credo più e capisco che per qualcuno non sono le persone a dare l&#8217;amore, non fa differenza chi ci sia dall&#8217;altra parte della cornetta, l&#8217;amore si cerca e quando si crede di averlo trovato è lì, non importa con quale voce e non importa con che sorriso. e quindi, io non ti credo più, e continuo felice ad amare e a vivere solo quello che ho e che vedo, e mi fido solo di chi ha imparato a conoscere anche i miei gesti inconsci.</em></p>
<p style="text-align: justify;">odio chi ogni tanto arriva nella tua vita e pretende di insegnarti cos&#8217;è la passione. odio chi pretende anche di dartela e non capisce perchè sia impossibile per te riceverla, come se ci si potesse stupire perchè un fiume in piena rigetti l&#8217;aggiunta di altra acqua. odio l&#8217;orgoglio di chi non accetta i no grazie non ne ho bisogno; odio i giri di frasi per indurti in errore e i puntini di sospensione per portarti al sospetto. oggi odio l&#8217;ipocrisia e il patetico tentativo di sembrare qualcosa che non si è, e odio anche chi non vuole chiedere consigli per non ammettere che non esce mai, perchè finisce per vestirsi con l&#8217;abito lungo di giorno.<br />
oggi odio pure quella pubblicità a non so quale auto, che incoraggia a dire no alle cose, come se il no non fosse mai sulla bocca di tutti. odio anche le domande inopportune, le polemiche sterili, odio quelli che si vantano di non essere allineati e usano la frase &#8220;far sentire la propria voce&#8221; per sentirsi eroi; quelli che non si accorgono ancora che siamo tutti marci dentro e che il tempo delle guerre per l&#8217;indipendenza è finito. siamo tutti piccoli ladri e distorti nel nostro modo di vedere le cose, e fino a che non ci toglieremo di dosso le lenti colorate che noi stessi ci siamo scelti, a seconda della pigrizia o della personalità, non ci accorgeremo mai di cosa ci circonda veramente.<br />
ma, come dicevo, sta per piovere, e gli uccelli si sparpagliano in cerca di un riparo.</p>
<p><a href="http://www.cristinamosca.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC03481.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1219" title="DSC03481" src="http://www.cristinamosca.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC03481-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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