quel ragtime shakespeariano

“Sono nervosa stanotte. Sì, nervosa. Resta con me.
Parlami. Perchè non parli mai. Parla.
A cosa stai pensando? A cosa pensi? A cosa?
Non so mai a cosa pensi. Pensa.”

“Penso che siamo in un vicolo di topi
Dove i morti persero le loro ossa.”

“Cos’è questo rumore?”

                                                                       “Il vento sotto la porta”

“Cos’è questo rumore adesso?”

                                                                      “Niente di nuovo niente”

                                                                                                                “Non

sai nulla? Non vedi nulla? Non ricordi
nulla?”

“Ricordo
quelle che sono perle erano i suoi occhi.”

“Sei vivo, o no? C’è nulla nella tua testa?”

 “Ma

O o o o quel ragtime shakespeariano –
E’ così elegante
così intelligente”
“Cosa farò adesso? Cosa farò?
Correrò fuori così come sono, e camminerò per la strada
con i capelli sciolti, così. Che faremo domani?
Che faremo mai?”
“L’acqua calda alle dieci,
e se piove, un’auto coperta alle quattro.
E giocheremo una partita a scacchi,
Stringendo occhi senza palpebre e aspettando che qualcuno bussi alla porta”

(traduzione mia da t.s. eliot – un passaggio di the waste land)

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