la ballata della speranza

angela aveva bisogno di tredici euro per comprare il latte. ha fermato i passanti all’angolo di una strada per chissà quanto tempo cercando di spiegare, nel suo italiano stentato, che in un certo posto era venduto in super offerta, tanto che lei avrebbe potuto sfamare il suo bambino per almeno tre settimane.
angela aveva la pelle africana e odorava di incenso.
il caso ha voluto che, alla fine, fermasse una persona che stava andando a fare la spesa e che le ha proposto di farla insieme.

godblessyou, i don’t know what to say

angela si è illuminata, l’ha abbracciata ridendo e l’ha seguita.

godblessyougodblessyourhusband

in quel supermercato, però, il latte adatto non c’era; angela ha comprato poche cose per la colazione e l’igiene della sua bambina di tre anni e non ha voluto alternative.
“dove l’ho visto io ne danno tre pacchi a poco prezzo. questo è troppo costoso”, ha spiegato in inglese.
“dov’è questo posto? ci andiamo insieme perché ho pochi contanti”
“è vicino”
“vicino quanto?”
“bisogna prendere l’autobus”
la persona si è resa conto di non avere abbastanza tempo. ha provato a spiegarlo e a dare ad angela i pochi contanti che aveva con sé. angela li ha accettati, ma ha balbettato che non sarebbero bastati e le si rompeva la voce in gola, perché era arrivata vicinissimo al latte e ora ne era di nuovo lontana, di una distanza insuperabile. la persona ha pensato che un po’, forse, il pianto era forzato, ma ha creduto nell’esistenza dei bambini e dell’offerta vantaggiosa; ha guardato l’orologio un’altra volta e ha pensato che un po’, forse, una mezz’ora del suo tempo potesse valere la sazietà di un neonato di tre mesi.

godblessyougodblessyourhusbandgodblessyourfamily, i don’t know what to say

insieme ad angela ha attraversato il centro cittadino per procurarsi i contanti; nel tragitto si sono parlate e si sono benedette e angela non la finiva più di ringraziare e pregare d’un fiato.

godblessyougodblessyourhusbandgodblessyourfamilygodblessyourbaby
godblessyougodblessyourhusbandgodblessyourfamily, i will always pray, godblessyourbabygodblessyougodblessyourhusband
godblessyourfamilygodblessyourbaby i will always pray, godblessyougodblessyourhusband
godblessyourfamilygodblessyourbabygodblessyou i don’t know what to say.

alla fine la persona ha riposto nelle mani di angela una banconota da venti euro, merry christmas angela, e angela si è di nuovo illuminata e le ha baciato le mani, poi l’ha abbracciata con il suo abbraccio odoroso di incenso e di nuovo l’ha abbracciata e ringraziata, godblessyougodblessyourhusband, godblessyourfamilygodblessyourbaby, godblessyougodblessyourhusband e di nuovo le ha baciato le mani, fino a che non si sono separate.

questo, valerio, mi è accaduto tre giorni fa, e se ancora oggi ti sto parlando di angela vuol dire che il regalo più grande ce l’ha fatto lei.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Facebook
  • Add to favorites
  • email
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Live
  • MSN Reporter
  • Technorati
  • Tumblr
  • Twitter
  • Google Buzz
  • MySpace
  • PDF
  • StumbleUpon

Info su Cristina Mosca

scrivo, amo, vivo
Questa voce è stata pubblicata in vedo gente e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>