è mio ciò che è mio ed è mio ciò che è tuo

è mio il languore di un gioco distorto
è tua la lingua, la mano, l’aorta
è solo mio il seno, solo tuo il morso
è mia l’acqua rovesciata sul corpo.

è mio ciò che è blandito, ambito, rubato
è tuo il sussurro in lieve penombra
è foglia che cade una danza proibita
è tuo l’abbraccio, il polso, il difetto.

nel tango d’amore il possesso è la rosa da passare per bocca
è mio ciò che è mio ed è mio ciò che è tuo
e alla fine si punge chi la spina non tocca.

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Info su Cristina Mosca

scrivo, amo, vivo
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