voci

ci sono voci che sembra un secolo che non le senti, invece sono passati solo alcuni giorni. voci che hanno un odore di familiare, come quello della tua casa al tuo rientro dopo una lunga giornata. voci che le avevi quasi dimenticate, come hai fatto a quasi dimenticarle, te lo chiedi mentre le ascolti dall’altro capo della cornetta dire poche sillabe che celano molte altre parole non dette ancora.
ci sono voci che solo con una vocale ti raccontano di lacrime lasciate cadere in bagno come fardelli ormai troppo pesanti da gestire. voci che parlano di silenzi lunghi e tortuosi, voci impregnate di buio che aspettano che una mano le venga a salvare.
ci sono voci troppo deboli per riuscirsi a rialzare.
ci sono voci il cui suono si è disperso nelle pieghe del tempo. voci che senza il loro corpo si sentono inutili e imprecise, perchè ignorano la potenza della parola. voci che perdono di consistenza nel momento in cui esistono, voci che non sanno cavalcare il movimento dell’aria e per questo non riescono a sopravviverle.
ci sono voci che ridono, voci che tradiscono dolore. voci che tradiscono di dolore. voci che sussurrano una debolezza come fosse una promessa infranta. voci che rincorrono la speranza di un riscatto, di una seconda opportunità.
voci che abbracciano, riscaldano, sussultano dietro un miraggio che non riescono a cancellare.
ci sono voci che una volta le sentivi spesso, poi di meno, poi mai più, e non lo riesci ancora ad accettare.

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Informazioni su Cristina Mosca

scrivo, amo, vivo
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