bianco

bianco come lo spettacolo irreale della neve sul mare. bianco come uno schermo da riempire, bianco come il peso insostenibile del silenzio.
questo muro di bianco mi opprime e mi taglia il respiro. scende lento come un sipario inesorabile e indifferente.
la neve infida e bugiarda tinge di puro anche quello che ha perso pace da un po’.
dove sono i tempi in cui un’esclamazione di meraviglia scappava indisciplinata dalle labbra, e gli occhi cercavano il suo mistero?
evviva c’è la neve, oggi niente scuola, una giornata regalata. oh no c’è la neve, oggi stretta nel traffico, una giornata persa.
la neve che felina amplifica le altezze, maschera i buchi, imbelletta discariche. sotto il suo pennello perfino ai diavoli crescono le ali.
bianca sfumata con toni di grigio, bianca ricurva sotto il peso del niente, la neve è un’ignota signora dal sorriso cattivo, che ti incanta danzando nel cielo e poi ti serra in casa, buttando via la chiave.
e tutta questa luce riflessa – luce falsa e dispersa – mi annienta lo stomaco e non accenna a sfumare.

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