c’è che stamattina mi hanno chiamato e mi hanno detto: “complimenti, hai vinto il premio guido polidoro 2010 per il giornalismo”.
c’è che mi sono dovuta sedere.
c’è che questo premio non è mio, è del mare, e ha il suono della risacca. c’è che ho pianto di gioia.
c’è che le ore più belle in assoluto sono state quelle tra la telefonata e il comunicato stampa. perchè in quelle due, tre ore ho potuto dire grazie, sottovoce e in privato, a chi è nascosto tra le righe del servizio che ha vinto questo premio. sono felice di non aver dimenticato nessuno. ho avuto tutto il tempo di condividere in segreto questa gioia con le poche persone che mi vogliono un bene disinteressato, e che possono capire cosa questo premio significhi per me. è stato un tempo intimo e dolcissimo.
c’è che mi è sembrato di poter finalmente dare, dopo aver preso tanto. c’è che mi è sembrato di poter finalmente restituire qualcosa.
per i complimenti c’è sempre tempo. per abbracci così intimi no.
(a proposito, potete leggere il servizio qui).
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